NUOVE VEDUTE DI ROMA #3

Suoni Velati / Veiled Sound

Federica Gisana

Venerdì 28 Giugno

Opening dalle ore 17

Visitabile ogni venerdì e su appuntamento

fino al 12 Luglio 2024

A cura di

ELISA PANNISON

VICTORIA FROBERG

HENKY TJOENG 

The witching hour is a time in the early hours of the morning, when the sun has yet to rise, between 3.00 and 5.00. During this time the divide, or veil, between the physical and spiritual world is at its thinnest; the conscious and unconscious world blurry, this is a potent time for dreamwork, for our beloved to pass through. Memories held in this moment.
Federica Gisana, from Modica, understands what it means to be from a land rooted in ritual and tradition, connected to the surrounding ocean and earth for livelihood and pleasure. Her works are not obvious, they ask you to move slowly, come closer, in the silence revealing subtle sounds reverberated from the wood. Gisana’s decision to incorporate wood into her practice comes from her own father’s connection to the material.
The longer one stares into the whispers of figures etched in pencil, the more likely their perception of the image is to change, eroding into something new. Like the surrounding land, the wood is not immune to the forces of time.
Veil’s serve many purposes from the metaphysical, to altering a gaze, to the fine netting draped in front of a doorway during the summer months. Protecting us from intruders and the acts of our own bodies. Entering through the fabric of illusion is intimate, it requires an openness to constant change.

L’ora delle streghe è un momento nelle prime ore del mattino, quando il sole non è ancora sorto, tra le 3:00 e le 5:00. Durante questo periodo il confine, o velo, tra il mondo fisico e quello spirituale è al suo punto più sottile; il mondo conscio e inconscio si confondono, questo è un momento potente per il lavoro sui sogni, per permettere ai nostri cari di passare. Ricordi trattenuti in questo momento.

Federica Gisana, di Modica, capisce cosa significhi provenire da una terra radicata nel rituale e nella tradizione, connessa all’oceano e alla terra circostante per sostentamento e piacere. Le sue opere non sono ovvie, ti chiedono di muoverti lentamente, di avvicinarti, nel silenzio rivelando suoni sottili riverberati dal legno. La decisione di Gisana di incorporare il legno nella sua pratica deriva dalla connessione del proprio padre con questo materiale.
Più a lungo si fissa nei sussurri delle figure incise a matita, più è probabile che la percezione dell’immagine cambi, erodendosi in qualcosa di nuovo. Come la terra circostante, anche il legno non è immune alle forze del tempo.
I veli servono a molti scopi, dal metafisico, al modificare uno sguardo, alla fine rete drappeggiata davanti a una porta nei mesi estivi. Proteggendoci dagli intrusi e dagli atti del nostro stesso corpo. Entrare attraverso il tessuto dell’illusione è intimo, richiede una apertura al cambiamento costante.